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my little journey through myself

crescentine emiliane

Cena fuori con un gruppo di signore di mezza età.
Niente milf o che: la morosa collabora col loro gruppo teatrale e qualche volta siamo invitati alla loro magnazza stagionale a base di crescentine (che però non sono crescentine – nel senso di tigelle – ma gnocco fritto, che qui a Bologna si chiama così. barbari).

Una di queste ha passato la serata chiamandomi Luca. Alla prima mi ha colto alla sprovvista e non ho avuto la prontezza di correggerla, la seconda volta non volevo metterla in imbarazzo…

Il sembrare un ritardato che dev’essere chiamato 5/6 volte prima di reagire non mi ha pesato tanto, mi spiace solo che uscendo una delle altre mi abbia salutato con un “Ciao, Marco” a pochi passi da lei.

Questo post ha lo stesso senso profondo dei film della Coppola. Se non lo capite siete voi.

Namaste Yoox

October 11 2011 - In: vita vissuta cedmax

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Vanishing point

avevo un post lungo e articolato per salutare i miei 5 anni a yoox.
un post in cui li ripercorrevo ringraziando le persone che hanno fatto parte dei 2 team che ho (informalmente) guidato, ricordando i momenti belli e quelli meno e in cui salutavo un’azienda con cui, nonostante la sana conflittualità che accompagnava i nostri rapporti, sono cresciuto e ho imparato a fare il mio lavoro meglio e ad un altro livello.

l’ho cancellato perchè lo covavo da 2 mesi e non so se l’avrei mai postato e averlo lì, in sospeso, inibiva la mia già poca voglia di scrivere.

namaste yoox, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. move on.

domani sera parto per Parigi, ospite al Paris Web, la più grande conferenza francofona in europa. il mio primo talk in inglese, ho testato la lingua al workshop di From The Front e credo di potercela fare.

in caso potrete vedermi fallire in streaming, se vi va, venerdì alle 14 ora di Parigi (che forse è la stessa, non ho voglia di controllare).

the JavaScript Code

vi prometto che è l’ultima volta che uso sta foto

il jsDay è stata un’esperienza dal sapore particolare.

Intanto per la prima volta ho giocato “fuori casa”: avevo già presentato un talk da 15 min a From The Front, ma FTF sono io, siamo noi, è casa.

Qui ho portato un’ora di materiale a perfetti sconosciuti.
Un’ansia abbastanza palpabile si è sciolta nel momento in cui ho consegnato i fucili

@alex82y: @cedmax distribuisce pistole spara palline per fermarlo nel caso cominciasse a parlare troppo veloce.. genio :-D #jsday http://t.co/f6HrWVl

Dopo è stata in discesa, anche se il tema era pesantuccio non molto supportato da codice (la maggiore critica che ho ricevuto).
Il mio problema su questa cosa è che mi trovo molto più a mio agio con presentazioni con tanta fuffa: mi piace divagare e perdermi in filosofeggiamenti e il codice te lo impedisce… e poi non mi piace parlare di codice, il codice mi piace scriverlo.

Però è quello che la gente si aspetta, quindi prossima volta, che ci sarà, nonostante i punti moglie persi in questa 2 giorni veronese, proporrò un workshop collegato alla presentazione, in modo da rendere la cosa più interattiva e pratica.

Poi sono arrivati i complimenti da Johanson (l’autore del libro Javascript Test Driven Development) sulle slides, non che fosse presente, ma l’internet è venuto in soccorso

@cedmax: I think I’m missing a @cjno speech at #jsday even if my talk would have been almost pointless if he was here
@cjno: @cedmax eh, what?
@cedmax: @cjno I made a talk on jstdd (as a valuable dev strategy and how to setup a testing env) at the italian jsday: I miss a more technical talk
@cjno: @cedmax aha, cool. I was worried that I had forgotten to show up for something :)

[...]

@cedmax: ok, slideshare made it http://j.mp/isykdp
@cjno: great slides! And thanks for pimping sinon :)

Sarebbe bastato questo, ma nel frattempo ci sono stati 600km di macchina, una quasi cena accanto a Robert Nyman (diciamo che stavamo per ordinare condividendo il menu, quando è arrivata la telefonata da casa che mi ha imposto 300 dei suddetti km), una maglietta con scritto “Javascript, Motherfucker, Do You Speak It!”, qualche spritz e tante idee coi colleghi, una pianificazione lavorativa che nella mia testa, posto che vadano in poto certe cose, va da qui ai prossimi 2 anni… TBC

Bell´s Beer Sampler

correva il 2004, a modena c’era il basquiat e ci andavamo solo noi (infatti poi ha chiuso).
ogni giovedì, o almeno così mi ricordo io magari non è vero, ci trovavamo in 4 per l’aperitivo.
non gli aperitivi di adesso, superfighetti, dove paghi un botto bevi poco e mangi tantissimo: aperitivi a birre (dalle 2 alle 5 a crania) e qualche patatina.

affogavamo i nostri casini nell’alcol, senza in realtà ubriacarci mai, un po’ per l’assuefazione, un po’ perchè era l’aspetto terapeutico a interessarci, non l’aspetto etilico: l’alcool era il quinto, non l’obiettivo.

eravamo un gruppo di supporto: ciascuno coi suoi casini di lavori che non saltavano fuori o che ingabbiavano in call center, atmosfere tese in casa con genitori o conviventi, futuri incerti.. era un mondo difficile.
eravamo i 24enni distratti dalla vita che oggi ascolterebbero Brondi, se a 3/4 dei presenti non avesse fatto cagare l’indie sguaiato già allora.

quello che è successo dopo la chiusura del basquiat è un’altra storia e questo non vuol essere un post rammaricante sul come è andata a finire.

ma quel periodo lì, quei giovedì a discutere di politica e stronzate, quelle sere che finivano quasi sempre ognuno per i cazzi suoi o quasi dopo aver sfogato la settimana senza di fatto parlarne…
ecco, quel periodo lì è stato la valvola di sfogo che ha permesso a tutti e 4 di superare quei casini, lo so per certo.
un momento che, a volte, quando le settimane sono pesanti e i cazzi volano bassi, rivorresti indietro, con la stessa atmosfera, la stessa superficialità di facciata e la stessa coglionaggine.

Stiamo volandoooo!
No, questo è cadere con wurstel

mio figlio, poche sere dopo aver visto toy story 1
originale: “questo è cadere con stile”, buzz lightyear

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