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my little journey through myself

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Stavo uscendo dall’ufficio con una sportina del Sainsbury e 3 scatole, anche relativamente importanti, di Lego (sì, sono arrivati!!) e stavo ragionando sul fatto che se mio padre, 30 anni fa, fosse stato a passeggio con dei giocattoli, sarebbe stato fuor di dubbio che erano per me, mentre oggi non è scontato che agli occhi di chi avevo attorno potessi passare per uno con la passione per i Lego.

Stavo uscendo e pensando tutto questo, dicevo, quando mi sono imbattuto in una collega, poco più giovane, che era tutta vestita bene e coi tacchi. Entra in ascensore scrivendo un messaggio, scambiamo 2 battute e si lascia scappare che va in centro per un appuntamento…

“Good Luck”
“…with my new boyfriend”
“Well, you don’t need any good luck then, if you are together already”
“I hope so, it’s still early to say”

E poi mi ha chiesto da quanto ero sposato, “2 anni, ma stiamo insieme da 11” e lei aveva i tacchi, pioveva, io ero in ritardo e quindi ci siamo salutati.

E passeggiando sotto la pioggia fino alla tube ho sorriso.

Lego Heroica

January 11 2015 - In: monomanie cedmax

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Qualche tempo fa, alla ricerca di un regalo per non ricordo quale ricorrenza, ho scoperto l’esistenza della linea Lego Games, una serie di giochi da tavolo made in Lego.

Il mio senso di ragno nerd ha cominciato a fibrillare immediatamente e di lì a poco stavo scandagliando Ebay in cerca dei set, nuovi o usati, soprattutto usati, perchè diciamolo: QUANTO CAZZO COSTANO I LEGO? Non so se è che contano tanto sul fatto che i bimbi degli anni ’80 ora sono cresciuti e possono permetterseli o se sono sempre stati così cari, ma, se fosse, vuol dire che i miei mi amavano veramente tanto (salvo poi averne perso ogni traccia, non appena adolescente. Figli miei, vi prometto che saprò sempre dove saranno i vostri Lego, non fosse che per la mia ocd).

Nello scegliere quale comprare (nonostante la mia sindrome da collezionista, ereditata da mia madre, non avrei saputo come giustificare l’acquisto di tutto quanto alla better half, sono a malapena riuscito a far passare quanto state per leggere), ho scoperto le recensioni su youtube.

City Alarm è bellissimo, just sayin’

Inutile dire che la coincidenza di trovarsi Liga del club 3M di Modena (potrei aprire una lunghissima parentesi sul mio gruppo musicale, il cui chitarrista frequentava il 3M, uno dei primi club di giochi — rpg, da tavolo, lan party — in Italia, ma eviterò, you are welcome) a recensirli non mi ha lasciato indifferente e ho divorato molti dei video, scoprendo così la serie Lego Heroica.

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Heroica è un RPG, in formato gioco da tavolo, con 5 set che possono essere giocati stand alone o tutti insieme (creando la mappa che vedete qui sopra), con vari personaggi con caratteristiche diverse (i grandi classici: Mago, Barbaro, Druido… ma non solo) e con varie modalità di gioco che richiedono crescenti capacità strategiche

HEROICA-HEROES

Ovviamente il nerdometro è andato oltre la soglia consentita, c’era tutto: serialità, Lego, collezionismo e, on the top of it, il fatto che sono stati dismessi nel 2013 e, di conseguenza, anche la caccia all’usato.

Dopo l’acquisto di qualche titolo, usati e a prezzo stracciato su Ebay, per sondare il terreno (City Alarm di cui sopra, ma anche Minotaurus, Race 3000 e Harry Potter Hogwarts, con cui è cominciato tutto, bellissimo anch’esso), Babbo Natale ha portato Forest of Waldurk.

Fortunatamente è piaciuto molto e sono riuscito a giustificare l’acquisto degli altri: Draida Bay, Caverns of Nathuz, Castle Fortaan e Ilrion, espansione rilasciata successivamente e quindi non presente nella mappa originale.

Oggi ho chiuso l’ultima asta e entro il prossimo weekend dovrei riuscire a portarli tutti a casa, quindi il prossimo weekend sarà probabilmente dedicato a una mega-campagna ad Heroica, better half e eventuali ospiti avvisati.

Ora non mi resta che insegnare a mio figlio a saper perdere, cosa con cui deve ancora scendere a patti, ma che, considerate anche le simpatie per Arsenal e Inter indotte dal padre, non può che fargli bene.

Non sono un nativo digitale e questo comporta che le mie memorie digitali non sono complete: non ho tutte le mie foto, come soggetto o autore, in formato digitale; non ho registrato da qualche parte tutti i film/telefilm visti, tutte le canzoni sentite o i libri letti e ho persino perso tanto di quello che ho scritto, tra fogli volanti e lettere mal archiviate (sì, lettere, quelle di carta, scritte a penna o matita e infeltrite dal tempo, proprio quelle).

Quando ho iniziato a registrare su Anobii i libri che stavo leggendo, ricordo che mi mancava il senso di completezza che avrebbe comportato avere lo storico di tutto quello che avevo già letto. Avrei potuto cogliere il campanello di allarme del mio disturbo ossessivo compulsivo latente e cercare una soluzione, invece di cominciare a scartabellare tutti i libri che avevo in camera.

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Senza alcuna pretesa di completezza o precisione, collocai i libri trovati in un ordine temporale che mi suonava bene o male adeguato. Ed è così che i libri che mi hanno formato sono finiti negli anni sbagliati, ma coerenti con la visione che avevo della mia formazione letteraria. L’Antologia di Spoon River, Febbre a ’90, Trainspotting, L’isola del giorno prima e It sono per tanti versi tutto quello che sono stato come lettore per i successivi 15 anni.

Diverso, ma non del tutto, è per la musica.
Ho iniziato ad ascoltare musica consapevolmente verso i 12/13 anni, quando mio padre cominciò a portarmi nella sezione musicale dell’ipermercato e a comprarmi una cassettina a mia scelta ogni decina di giorni. Allora la musica era gestita a parte, non dal supermercato stesso, e la selezione era meno condizionata dai distributori: c’era una scelta decisamente più attenta e meno mainstream; ricordo che le cassette comprate, probabilmente a causa della preview in cuffia o delle copertine accattivanti, comprendevano Motley Crue, Queen, Mamas and Papas e Supertramp.

Già prima di allora, mio padre, che inspiegabilmente ora ha come unico sfogo musicale una suoneria di Annie Lennox, aveva riempito la casa della discografia di Battiato e De Andrè (grazie al quale sono poi risalito a Edgar Lee Masters di cui sopra).

Ciononostante, come ogni buon adolescente, poi ho mandato tutto in vacca: ho iniziato a seguire la radio, principalmente ascoltando pop italiano. Questa orribile e sciagurata scelta, vivaddio, è stata velocemente soppiantata dall’Hip Hop prima (Casino Royale, Sangue Misto, ma anche Sottotono e primi Articolo 31) e il Punk poi.

Poco dopo arrivò Napster.

Solo nel 2006 iniziai a registrare quasi tutto quello che ascoltavo su Last.fm. Dico quasi perchè passavo molto tempo in macchina, ai tempi, e con buona pace del mio anticipato disturbo ossessivo compulsivo, non avevo alcun modo di memorizzare quegli ascolti.

Allora avevo sviluppato dei gusti ben precisi e la mia bulimia musicale, l’ascolto forsennato di qualsiasi cosa, persino le più becere, era bella che passata.

Ricordo bene che ero in ufficio, avevo appena installato il programma, lo scrobbler, e che la scelta della prima canzone, per verificare che funzionasse, non fu casuale: nel 2006, Fuck Forever è stata un manifesto di quello che i miei passati ascolti rappresentavano per me e se posso permettermi, se tornassi indietro non credo potrei scegliere meglio.

Mentre voi siete tutti impegnati con R.R. Martin io riscopro King.

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Ho speso buona parte della mia adolescenza leggendo Stephen King. Non ricordo bene come o quando ho iniziato, ma ho divorato praticamente tutto quello che ho trovato di suo (a parte Shining, perchè Kubrick me l’aveva già “rovinato”, e poco altro).

Ho letteralmente adorato L’ombra dello scorpione, Le notti di Salem, IT, Cose preziose, Misery e persino opere “minori” come Tommyknockers.

Ero fin EMOZIONATO quando in un mercatino ho trovato una copia sgualcita di Ossessione, il primo romanzo pubblicato col nome di Richard Bachman e poi ritirato dal commercio (perchè narrava di una strage in una scuola ad opera di un ragazzo e fu associato a un paio di casi analoghi negli Stati Uniti).

La vera svolta però è arrivata con La saga della torre nera

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Non so quando e come l’ho scoperta, ma so per certo che La sfera del buio, il quarto volume, doveva ancora essere pubblicato in Italia, quindi prima del 1997/98, credo.

Quando ho intravisto l’universo fittizio che collegava molti dei romanzi e racconti di King ho iniziato a leggere tutto ciò che era anche solo apparentemente legato alla saga, forzandomi persino a finire Il talismano (insopportabile e già abbandonato anni prima) perchè il seguito La casa del buio entrava nel vivo del rapporto tra la storia di Jack e quella di Roland.

Una volta terminata la saga, forse uno dei pochi finali veramente riusciti al Re dell’horror, ho smesso di leggerlo del tutto. Senza grossi rimpianti, era finito un ciclo, mio e suo (aveva anche annunciato la volontà di smettere di scrivere), e andava bene così.

In realtà mi è mancato molto: da tempo non sono più il lettore vorace che sono stato con King in quel periodo della mia vita e a volte ho provato a riavvicinarmici, ma dei suoi nuovi libri non riesco a leggere che i primi capitoli e rileggere i vecchi mi spaventa: se fossi io ad essere cambiato e non i nuovi libri ad essere peggiori? Non voglio rovinare il ricordo.

Ma sono disposto a provare ancora per la Torre Nera. Ho scoperto recentemente che nel 2012 è uscito La leggenda del vento, un ottavo libro della saga e l’ho comprato. Ora vive sul mio comodino e prima o poi mi farò coraggio, metterò da parte il tablet coi suoi fumetti o gli episodi di Sons of Anarchy e me lo porterò sulla tube e vedremo come va. E magari al prossimo giro in Italia It o L’ombra dello scorpione troveranno un angolino in valigia.

There are several things I’d wish I was, mostly out of curiosity: what would my life be if I was something different than Italian? what if I had a six pack or if I was able to deliver a quick, fierce comeback discussing? stuff like that…

But if I actually have to name one thing I wish I was, I would say I’d wish I was more “creative”.

Don’t get me wrong: I have my moments and in my job I think I have a creative approach to problem solving, but to be honest I’ve never been the kind of guy with distruptive ideas, I will never be the one who creates the next facebook or invents a shiny thing that will solve problems or will change people’s life.

But that’s ok, I can live with it, I’m not complaining.
This was actually only a long and boring introduction to the post, which is a list of some I discovered in 2014 and worth sharing

  1. Real life is the game that — literally — everyone is playing. But it can be tough. This is your guide.
  2. Conserve the sound is an online museum for vanishing and endangered sounds. The sound of a dial telephone, a walkman, a analog typewriter, a pay phone, a 56k modem, a nuclear power plant or even a cell phone keypad are partially already gone or are about to disappear from our daily life.
  3. An illustrated collection of (sometimes violent) fables concerning the Art and Philosophy of software development, written in the spirit of Zen kōans
  4. “Literary elites love to rep Shakespeare’s vocabulary: across his entire corpus, he uses 28,829 words, suggesting he knew over 100,000 words and arguably had the largest vocabulary, ever. I decided to compare this data point against the most famous artists in hip hop.”
    Who has the Largest Vocabulary in Hip Hop? (Spoiler: Aesop Rock)
  5. Deep Dark Fears
  6. During 2014 I spent most time listening to “Olio, Benzina e Cherosene” (video on top) than anything else. I would assume because the mood of this song perfectly suited my “Hokuto no ken” manga reading time and in 2014 I dedicated quite some time reading comics on the tube

  7. Street Fighter: The Movie — What went wrong
  8. Every goal scored in the football World Cup, by minute
  9. One Band Have Worked Out a Way to Cheat Spotify out of Money
  10. World Cup YouPorn Traffic from Italy and the United Kingdom was down nearly 40% but started to increase sharply at half-time. Italy won the match 2-1 and fans there bucked the trend and headed back to YouPorn in droves to celebrate their win
  11. There is nothing. Solve
  12. 2014 was a rather bright year for Italian comics: Gipi’s Unastoria was nominated for Premio Strega, a renowned Italian literary prize, while ZeroCalcare’s Dimentica il mio Nome rocketeed to the top of the best selling books charts
  13. SpotiPi: a Cassette Player Turned Into Spotify Media Server
  14. Javascript community started dealing with growing up, some examples: Building a better node community, You have ruined Javascript and Generation Javascript
  15. a special mention to Monicelli, an esoteric language, come se fosse antani (sorry folks, this is pretty much untranslatable)