Changing jobs

No, non sto cambiando lavoro di nuovo, ho solo spezzettato un post lungone per dare l'impressione di avere una vena creativa.

Nella puntata precendente:

Ho partecipato a meetup, me ne sono uscito con una frase di pancia, ho iniziato a ragionare su quando di vero ci fosse e poi, sfruttando gli stereotipi sulle crisi di mezza età, mi sono infilato in un'analisi delle mie relazioni lavorative, accompagnandole da una selezione musicale, un po' come un Alta Fedeltà 1 prodotto da Linkedin.

In questa puntata:

Dopo Spreaker sono emigrato. Nel giro di 3 mesi abbiamo lasciato un appartamento più o meno appena comprato a Casalecchio di Reno, per trasferirci nella perfida Albione con 2 nani di 2 e 5 anni, e cominciare una nuova avventura professionale a

Shazam

The XX - VCR

Dopo Yoox, Shazam è la ditta in cui ho speso più tempo. I tre anni e mezzo passati ad Hammersmith sono stati strani: ho ricordi bellissimi dei party aziendali e del nostro team, ma anche tanta frustrazione legata al potenziale inespresso: son sempre stato innamorato del web e, comprensibilmente, per Shazam si trattava più di un check the box che altro.

Dal punto di vista del management, tra il CTO e il CPO che si organizzavano per passare più tempo possibile in continenti diversi e la tendenza del primo a prendere decisioni di prodotto assolutamente ingiustificate 3 , l'esperienza non è stata delle migliori, ma pur avendo lasciato il ricordo di essere un rompicoglioni 4 che ci teneva, per non aver mai lasciato correre nulla delle buffonate di cui sopra, non me ne sono andato per quello.

Era semplicemente arrivato il momento.
Ne avevo parlato in un'altra vita digitale.

Kahoot!

NOFX - Idiots are taking over (ogni fatto a persone o eventi realmente accaduti è volutissimo, nonchè un pezzo che nel 2020 prende tutto un altro colore)

Kahoot! invece è stato il caso da manuale di "andarsene per colpa del management".

Sono stato a K! per poco più di un anno, che posso suddividere in 2 fasi distinte e ugualmente emotivamente coinvolgenti, per motivi che non potrebbero essere più diversi.

La prima, meravigliosa e inebriante, in cui avevo sposato la visione aziendale, mi sentivo in missione per conto del learning e il lavoro era gratificante e entusiasmante. Colleghi da cui imparare e a cui insegnare, e un senso di unità come solo condividere la stessa strada ti può offrire.

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Va che belloni che eravamo. 

E una seconda fase, in cui i founder sono stati esautorati dalla board che voleva monetizzare subito, in cui al posto del carismatico CEO norvegese, visionario e lungimirante, hanno imposto una specie di commercialista americano, awkward ma non nel modo giusto. Un micromanager che trattava il learning come se fosse real estate, e non capiva nulla di come sviluppare un prodotto. Tra i picchi: l'aver assunto in un colpo solo un team di sviluppatori per un'app mobile senza averlo discusso col CTO; un team di marketing, in cui a un certo punto c'erano più manager che personale; una nuova capa HR, che serviva a rimbalzare le obiezioni ricevute per il suo comportamento. Tutti dalla ditta in via di fallimento di cui era stato CFO, Opera, e tutti senza colloquio.

Un disastro 5 .

Ho retto tre mesi. Il resto degli sviluppatori e designer, un team incredibilmente talentuoso, si è lentamente consumato senza venire sostituito e in qualche mese l'ufficio di Londra è stato chiuso. Il CEO è stato scaricato a stretto giro, da capire se per inettitudine o per aver raggiunto gli obiettivi.

Eravamo al picco, con i ragazzi delle superiori che ci fermavano per strada se andavamo in giro con la felpa branded. Ora K! è abbasta affermata in molti ambienti e ha alcune nuove feature interessanti – guarda caso tutte sulla roadmap originale dei fondatori – ma anche una quantità infinita di dark pattern per portare gli utenti a sottoscrivere piani di cui non hanno bisogno e nessuno che mi fermi più per strada. Sarà anche un po' infantile, ma credo che la correlazione sia reale.

Ora basta che se no mi incazzo di nuovo.


Madonna che pippone, per fortuna ci son persone come Alessandro che mi fan credere che non sia tutto per niente ♥️

Nel prossimo e ultimo episodio: Crowdcube, Condè Nast e, finalmente, una chiusura.


1. che poi io Alta fedeltà lo do un po' per scontato, ma probabilmente non è (più?) un classico esempio di cultura pop. Forse addirittura più un segno della mia mezza età incipiente del fatto di parlarne costantemente 2 .

2. Ma non è forse il parlare della mezza età, la mezza età stessa?

3. sulle app, come detto noi eravamo i figli della serva. Rimane storia la volta che decise di inserire nell'app un QR reader perchè era infastidito da un app "QR scanner" sopra di noi nella classifica del play store. Così, de botto, senza senso.

4. Io? un rompicoglioni?

5. Ci sarebbero tante altre cosa da dire: comportamenti arroganti, la rottura di promesse alla comunità degli insegnati a cui eravamo vicinissimi, la volontà di non dare fiducia a nessuno che non venisse da Opera... ma dovrei fare un post solo su K! per parlare di tutto e sinceramente 4 anni dopo anche sticazzi.