Foto iconiche e le persone ritratte

Parto ammettendo la mia superficialità: raramente mi son fermato a chiedermi chi fosse ritratto in alcune foto che ho visto centinaia di volte, in alcuni casi senza nemmeno prestare troppa attenzione. E mi rendo conto che il rischio sia di smettere di vedere le persone e di riconoscere solo la loro immagine.

Per puro caso mi sono messo a ricercare le storie di alcune di queste persone: tutto ha avuto inizio a causa della miriade di post in ricordo dell'11 Settembre, tra i quali qualcuno ha condiviso un articolo che parlava di questa donna:

Marcy Borders

Marcy Borders, ritratta da Stan Honda, l'11 Settembre 2001

Ho scoperto che era un'assistente legale presso la Bank of America e che si stava recando al lavoro nella torre nord, che ha passato una decade a combattere con gli spettri dell'attentato, tra ptsd, depressione e abuso di alcool e droghe – arrivando a perdere famiglia e custodia dei figli – per poi morire nel 2015 di cancro 1 .

Difficile non infilarsi in un pippone moralista sulle note di "una storia che ci ricorda le tragedie personali che accompagnano gli eventi storici", quindi lascio a voi le conclusioni e mi limito a raccontare, passando direttamente alla foto successiva.

Sharbat Gula

Sharbat Gula, in una foto di Steve McCurry del 2002

La foto di Sharbat Gula del 2002 probabilmente ci dice molto poco. Quella che l'ha resa famosa, suo malgrado, risale a molto tempo prima.

Nel 1984, Steve McCurry era nei campi profughi al confine tra Afghanistan e Pakistan 3 per un servizio commissionato da una nota rivista. Ne girò una 30ina e rimase fortemente colpito dagli occhi di Sharbat, che divenne l'immagine copertina del reportage, l'anno successivo.

Della ragazzina fotografata, nessuno ebbe notizie per anni, finchè il noto magazine non decise di fare un follow-up, cercando di rintracciarla.

Il seguito della storia di Sharbat lo faccio raccontare da uno più bravo di me 4 , nel video The disturbing true story of the Afghan Girl photo

La foto originale, screen-capture dal video di cui sopra

Ieshia Evans

L'arresto di Ieshia Evans nella foto Taking a Stand in Baton Rouge di Jonathan Bachman

Un episodio più recente, ma quanto mai rilevante, è legato a una serie di proteste seguite alla morte di un uomo di colore, Alton Sterling, per mano della polizia a Baton Rouge, in Luisiana, nel Giugno del 2016 6 .

Ieshia si unì alle proteste per "poter guardare suo figlio negli occhi", venne arrestata per "highway obstruction" 7 , e l'immagine divenne virale, per via della dignità espressa dal suo sguardo e dalla sua posa, per la delicatezza  del fiore che regge in mano e del vestito, in contrapposizione alle divise anti-sommossa degli uomini, plurale, che si apprestavano ad arrestarla.

Ieshia è diventata una delle icone del movimento BLM e ci sono interviste o analisi un po' ovunque, quindi non scriverò molto altro su di lei, ma vi consiglio di seguirla su twitter.


1. Probabilmente causato dalla polvere di cui era ricoperta 2

2. Sì, un link da calciomercato.com: sono interista e fan di football manager, che altro leggere durante la sessione di mercato?

3. Eggià, i campi profughi non sono una novità dei giorni nostri e l'Afghanistan è vittima di migrazioni forzate da ben prima di quanto la nostra breve memoria ipermediata ci permetta di ricordare.

4. Il video è incentrato principalmente sul fare la morale a McCurry e al National Geographic, non a torto, ma dimostrando un senso di superiorità morale che fatico a distinguire completamente dal senso di superiorità "coloniale" che mostrò McCurry stesso 5 . Il video resta comunque molto interessante, narra di una visione del mondo occidental-centrica e racconta anche storia Sharbat bene o male fino ai giorni nostri.

5. O almeno io non riesco a non interpretarlo così. Probabilmente un mio limite.

6. Sorpresa, sì, son 4 anni, forse vi ricorderete il merdone pestato da Pepsi, poi dici a cose servono le politiche di diversity dentro le aziende: a non fare figure del genere, ad esempio.

7. Giuro