Inception

Il Garmin mi ricorda che oggi devo correre i 10k, l'obiettivo del mio allenamento degli ultimi mesi.

Con la lungimiranza che mi contraddistingue, ieri ho accettato di andare al pub per la prima volta da Luglio 2020, irrorando con una generosa dose di birrini l'incontro con alcuni colleghi di Kahoot che non vedevo dall'anno precedente.


Una volta a casa, mi son sbafato gli avanzi di pizza dei miei figli e ho fatto partire una lavatrice come delicatamente intimatomi 1 dalla mia dolce metà, che nel frattempo aveva ceduto al sonno.

Non del tutto inaspettatamente, 5 ore dopo, mi son svegliato col deserto in bocca, e per evitare di svegliare suddetta dolce metà andando avanti e indietro, ho deciso di finire la notte sul divano.


Mi sono svegliato su una poltrona a casa dei miei, a Modena, dopo aver sognato di essere andato in un bar, ad ascoltare dei miei amici suonare.  Non ricordo che band, ma ho il ricordo nitido di essermi seduto a un tavolino vicino al finestrone, nel vestibolo 2 con un'ex compagna di liceo, entrambi con la mascherina. A breve ci hanno raggiunto un'altra ex compagna di classe e un'ex collega di Condé Nast. Mentre il bar si riempiva, ho iniziato ad accusare il sonno. Al risveglio ci ho messo un attimo per rendermi conto di dov'ero: casa dei miei non cambia spesso, ma l'arredamento era abbastanza diverso dal solito. Ho guardato l'ora: le 3.56pm. Ho pensato che non era male dormire al pomeriggio, anche se forse stavo perdendo un appuntamento importante di cui non ricordavo i dettagli. Sapevo che Irene era fuori coi bambini e pensavo che forse avevo un altro po' per dormire prima che rientrassero, ho chiuso gli occhi e li ho riaperti col rumore del ronfare della mia gatta, sul divano, con mio figlio che leggeva accanto a me.

Ormai erano le 7.30.


Fortunatamente oggi è Bank Holiday e altrettanto fortunatamente un'altra mamma ha pensato bene di prendersi carico dei nostri figli e portarli ai trampolini coi suoi. Quindi dovrei riuscire a schiacciare un pisolino, prima di tentare i 10k.


1. "A qualunque ora torni stasera, devi fare una lavatrice di mutande di Marcello. Io non ne voglio un cazzo" e non pensate che fosse agitata o arrabbiata, quello è il suo tono metallico standard

2. Una parola che non avrei usato, ma mi dicono dalla regia essere quella giusta: la porta di ingresso dava su questo spazio con un finestrone  sulla sinistra, a cui era accostato un tavolo rotondo, e una porta sulla destra, che portava alla sala principale del locale.