Incubi

Sono passati 20 giorni dal concerto degli ...And you will know us by the trail of dead*, 17 dall'ultima volta che sono entrato su un mezzo pubblico – e, coincidentalmente, dal giorno in cui ho portato il piccolo all'ospedale per un problema, apparentemente innocuo, all'anca – e quindi siamo tecnicamente in salvo dalle esposizioni maggiori.

Da allora sono uscito brevemente per la spesa, sempre da solo e quasi sempre con la mascherina, e domenica scorsa siamo andati al parco cambiando lato della strada a ogni possibile incontro.

Ciononostante – e nonostante i tentativi di razionalizzazione o di scherzarci, il fatto che sto cercando di restare concentrato sugli ultimi giorni di lavoro e l'impostazione di una routine decente in casa – comincio a vedere gli effetti dell'isolamento nelle mie fasi oniriche.

a livello di humour, la realtà resta al top

Raramente ricordo sogni, il più delle volte quello che mi resta sono nebbie di persone che frequentavo e che per le ragioni più diverse riaffiorano mentre dormo.

Un paio di notti fa ho sognato di fare la fila al supermercato, pagare a una cassa interna e rimanere bloccato all'uscita con il sensore che suonava e la gente dietro che si accalcava, mentre io quasi imploravo e litigavo per far rispettare le distanze minime. Stanotte mi son svegliato sulla piattaforma della tube, in ora di punta, contando le persone e tormentandomi per il rischio che stavo prendendo.

Va tutto molto bene: avevo proprio bisogno di altre ragioni per voler stare sul divano.


* Purtroppo non mi son piaciuti molto, vuoi perchè cercavo di stare fuori dalla mischia, vuoi perchè avrei preferito continuare la serata al pub con Serena, vuoi perchè il cantante ha iniziato stonando pesantemente la prima canzone (e non nel modo in cui piace a me).

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