Introversi uniti, in silenzio

Una delle cose che mai mi sarei aspettato invecchiando è lo spostarmi lentamente verso l'introversione.

Non so se questo sia dovuto alla natura del lavoro – in cui mi trovo sempre più spesso a parlare tutto il giorno, tra meeting e 1:1, in inglese – o della comunicazione mediata – per cui riesco anche in solitudine a soddisfare la necessità di contatto. O magari sto solo invecchiando e va bene così.

Fatto sta che lo shift mi sembra evidente, specie da qualche mese a questa parte.

Poi ripenso che anche da ragazzino trovavo pace nell'ascoltare musica in cuffia, lontano da tutti, e che se anche son sempre stato socievole, mi è sempre costato qualcosa. Soprattutto in termini di drink, per superare l'impaccio o "sciogliere la lingua".


L'altro giorno mi è balenato in mente lo slogan "Introverted united, in silence" e mi son ritrovato davanti agli occhi un logo ad accompagnarlo. Non ho idea di da quale angolo del cervello sia partito l'impulso, e non so bene a che pro. Giocando con l'idea, ho trovato interessante l'esplorare un paradigma in cui il parlato arrivasse dopo il ragionato, per una volta. Probabilmente sto ancora processando i miei problemi con la classe dirigente*.


Sono iscritto a una serie infinita di newsletter più o meno interessanti. La migliore, con distacco, è Link Molto Belli.

Sabato, tra le altre cose, un pezzo** su Introfada di Hamja Ahsan.

La copertina della versione inglese di Introfada, dal sito dell'editore
Quello di Hamja è un caustico libro-manifesto, un pamphlet  rivoluzionario composto da una serie di documenti che testimoniano l’estensione della lotta. [...] Un dettaglio: i documenti in questione sono fittizi, o meglio, in  attesa di essere innescati. Per questo Introfada è stato definito un  esempio di “attivismo speculativo”, forse il primo.

Uno stratagemma letterario che trae ispirazione dal fatto che il potere (politico, sociale, professionale) è degli estroversi.

E continua:

Supremazia Estroversa significa stigmatizzazione dell’introversione e  della timidezza nelle sue varie intensità, egemonia di un linguaggio  corporeo vistoso e di una verbalità gridata, negazione del valore  dell’isolamento e della contemplazione.

E niente, lo compro.


* Avevate notato la delicatezza di usare un header con Anubi nel post precedente?
** L'articolo in questione

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