Lo shopping in quarantena

Da domattina si comincia col lavoro nuovo, ma avrò tempo di parlarne con calma.

Nel frattempo, fatti i dovuti calcoli, dovremmo esserci schivati il "rischio" procurato dall'idraulico, ma vorrei sorvolare su questo aspetto*.

In questi giorni ho notato cambiamenti nella spesa, legati alla nostra esperienza in quarantena. Risparmiamo un sacco (principalmente su cibo da asporto e trasporti), ma abbiamo iniziato ad acquistare prodotti inediti.

Al netto della nuova postazione di lavoro, che serve a evitare di doverci trovare un fisioterapista bravo al punto di funzionare da remoto

Se anche non sembra strano o sbagliato che abbia comprato più giochi del solito, di società o per la switch, e sempre e rigorosamente in offerta, ci sono altri prodotti che spiccano: l'aumento del consumo di carne**, la scorta di protein bar della Nature Valley, comprato in stock su Amazon per risparmiare – confezioni da 26 barrette, una per ciascuno dei 3 gusti disponibili, e l'esorbitante numero di confezioni di yogurt "greek style", che scofano con una frequenza e una regolarità che a questo punto dovrebbero riflettersi sul mio intestino pigro; ma poi ovviamente van messe in conto la quantità di proteine di cui sopra.

L'apice dell'acquisto inutile, però, son i calzini

ma obiettivamente non ci sono ragioni al mondo per cui non avrei dovuto prenderli

* anche perchè l'idraulico dovrà tornare: i casini succedono sempre a 2 a 2 e ora la pompa dell'acqua va accesa e spenta a mano perchè il sensore è andato in vacca. Finchè funziona non abbiamo fretta di riportarci in casa un elemento estraneo, ma diciamo priorità per la fine del dramma sanitario.

** dev'essere una reazione istintiva, non ho spiegazioni concrete, ma se entro in un supermercato e trovo carne appetibile provo un impulso irresistibile.

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