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my little journey through myself

È passato un mese, un altro, quello più corto, e mi è mancato il blog.
Suona molto 2006, mi rendo conto, ma l’affezione sviluppata a Gennaio, sebbene forzata, è comunque rimasta viva, e questa era la prova del nove: volevo vedere se il miracolo del voler scrivere poteva funzionare solo se me lo imponevo o se c’era qualcosa di più.

Detto questo quindi rieccomi, più equilibrato magari, con un ritmo sincopato e meno regolare (ma d’altra parte i quattro quarti hanno rotto le palle, no?).

Nel frattempo, per surrogare l’assenza di parole, sono entrato in un vortice di hip hop italiano, che mi ha portato alla scoperta di Murubutu, artista reggiano di cui ignoravo l’esistenza e che mi ha letteralmente folgorato.

Nel corso dell’ultimo mese, secondo Last.fm, è passato nelle mie cuffie 2733 volte accompagnandomi praticamente 10 ore al giorno.

Per capirci nell’ultimo anno il gruppo con più ascolti era stato Lo stato sociale, con 1128 e, sebbene non sia del tutto preciso nel tener traccia di tutti, la band con più ascolti di sempre è Why? con 3225. Murubutu 2733. In un mese.

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Devo disintossicarmi.
Credo mi ritufferò in Fables o Sons of Anarchy, le mie monomanie in pausa.

Fine mese

January 31 2015 - In: monomanie cedmax

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Oggi è l’ultimo giorno del mese e finisce il mio proposito di fare un post al giorno per un mese.

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È stato divertente e stancante, ma mi ha restituito la voglia di prendermi cura del blog, perchè quello che mi mancava era l’urgenza di scrivere. Il forzare la mano mi ha fatto tirare fuori cose che, a ben pensarci, è stato un bene aver scritto.

Ci sono sicuramente alcuni post che non valgono la pena, ma ce ne sono altri di cui sono abbastanza fiero e, incidentalmente, nelle serate in cui non avevo idea di cosa scrivere sono riuscito ad esprimermi meglio di altre in cui avevo mezzo pianificato dove andare a parare.

Ieri sera è stata una giornata pesante, che l’ultimo venerdì del mese qui in UK si fa baldoria, quindi taglio corto: la domanda a cui devo trovare una risposta è “E ora?”.

Parlerò solo di calcio*

In questo periodo seguo molto il calciomercato, per tutta una serie di ragioni (non ultima che la mia Inter sembra stare investendo decentemente), e mi capita di leggere la Gazzetta dello Sport con una frequenza molto maggiore del solito; son sempre stato più affascinato dagli aspetti collaterali, più che dal gioco giocato che guardo solo in occasione di partite eccezionali (mondiali, derby e, dal 2010, poco altro).

Come ho già avuto modo di scrivere ho amato Febbre a 90° e ci sono cose per le quali il fascino del fenomeno calcio si innesca e mi rapisce: Soccerconomics, Football Manager (che seguo tipo dal 1995), 11, trappola del fuorigioco, vabbè ci siam capiti…

Il tutto per dire che stamattina leggevo un articolo in cui Raiola, un personaggio se non altro discutibile, afferma:

[…] se non parli inglese non capisci gli stranieri e non puoi esportarti. Un olandese passa la vita a pensare come lasciare l’Olanda. L’italiano si preoccupa che non muoia la mamma. Ma mica per lei, perché poi non ha chi gli fa da mangiare.

Come dargli torto?


* “L’economista individua quattro peculiarità del nostro calcio: «In Italia si tende a investire poco nei giovani, escludendoli in modo sistematico da posizioni di rilievo […]; esiste un potere mediatico incontrollato che ha una forte capacità di condizionare la competizione sportiva, che dopo tutto è anche una competizione economica […]; in Italia i cosiddetti “regolatori”, vale a dire organismi, autorità e individui che dovrebbero vigilare sul rispetto delle regole, vengono sistematicamente catturati da coloro (diciamo le squadre) che dovrebbero da loro essere regolati. Infine, ci sono violazioni abbastanza sistematiche delle norme sportive e gravi forme di corruzione, un fenomeno non soltanto italiano, ma che da noi presenta caratteri di sistematicità e quasi scientificità che altrove non è dato trovare».”

Nothing really

January 21 2015 - In: monomanie cedmax

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Ho deciso, spinto dall’impeto di questo rush di scrittura, che è ora di curare un po’ il blog.

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Seguendo il principio fortemente italiano del cambiare tutto per non cambiare niente, ho intenzione di riscrivere tutto il tema, mantenendo il layout pressochè identico, ma responsivo.

Non mi piace prendere impegni per cose del genere (google solo sa quanti di questi propositi giacciono sepolti tra i post di questo blog) ma credo che tra la tube, qualche pausa pranzo e alcune serate ce la si possa fare.

Inoltre ho bisogno di scrivere un po’ di codice fuori dal lavoro.
Better half permettendo.

Ho un problema serio con le notifiche.

Ogni volta che vedo una bubble con un numerino devo fare qualcosa per rimuoverla, ho smesso di usare un sito, non ricordo nemmeno quale, per via di un bug che mi imponeva una notifica che non potevo rimuovere.

La better half invece convive tranquillamente con le notifiche e sul suo iCoso ci sono svariate app da aggiornare, messaggi o mail da leggere e i pallini rossi sono ovunque, col loro numerino inquisitorio che ti chiede di essere azzerato. Ogni tanto non ce la faccio e le aggiorno io le app, dopo averle rapito il telefono.

nexus-5-ota-android-5.0.1-1

Era da giorni che il mio androide aveva ricevuto la notifica per la 5.0.1. Dalla versione 5 questo tipo di notifiche sono permanenti e non si può fare swipe e siccome ho accessi di root non potevo fare l’aggiornamento OTA (over the air, per i non nerd).

Ho dovuto quindi aspettare di avere il tempo e mettermi a smanettare per scaricarmi l’immagine ufficiale, fare il backup di tutto nel caso qualcosa andasse storto e fare l’upgrade a riga di comando. Android di solito non è così complesso, ma visto che sono un power user e ho esigenze particolari, questa sbatta è poca cosa rispetto ai vantaggi che ottengo con l’accesso root (uno su tutti: nessun banner pubblicitario, nelle app o durante la navigazione).

Mentre mi godevo tutta questa operazione, con la sana ansia di chi sta facendo qualcosa che capisce, ma il giusto, sperando di non rendere il mio telefono un simpatico soprammobile durante l’atto, ho notato che la mia connessione a internet era sconcertantemente lenta. Virgin Media dovrebbe essere una delle più veloci in UK e per di più sono con la fibra, possibile che non riesca a vedere un video su youtube senza buffering?

Ho tirato fuori la mia vecchia airport e ho fatto un paio di test, perchè temevo che il problema fosse legato alla rete wifi (lo scatolotto della Virgin, come tutti quelli di quasi tutti gli operatori non è il massimo).

Ecco..
4069885496
prima

4069889010
dopo

Ieri ero in skype coi miei e mentre io lamentavo la lentezza della loro connessione mio figlio 7enne se n’è uscito con “eh, il problema è che è in Italia”. Ecco, non era una notifica, ma mi sembrava di esserci tornato.

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