Meeting fatigue

Devo pre-occupare spazio sul mio calendario per svolgere il mio lavoro.

Questa affermazione, da sola, dovrebbe chiarire cosa c'è che non va in come spendo le mie giornate ultimamente. Prima della vacanza in Irlanda, ero arrivato al minimo storico di apprezzamento: numero di meeting, felicità a momenti e futuro incerto – semicit, ma accurata – stavano mettendo a serio repentaglio la mia capacità di godermelo.

La realtà dei fatti, però, è che sono contento ogni mattina di prendere la tube per andare in ufficio, perché l'ambiente è meraviglioso, le iniziative e le potenzialità di crescita personale son ottime e, alla fin fine, erano anni che non mi godevo tanto una compagnia.

Oggi è stato lanciato un code club, dove colleghi da altri dipartimenti possono imparare a scrivere codice; negli ultimi 2 mesi ho frequentato un corso di spagnolo che mi è costato solo un gettone di presenza; ho ricevuto supporto legale per le vicende legate al Brexit; ho partecipato a workshop di public speaking, having difficult conversations e mentoring; ho un budget definito per conferenze e formazione, e non solo ho la possibilità di partecipare a qualunque evento come speaker, ma ho anche tempo allocato per preparare le presentazioni.

Devo scendere a patti con il fatto che l'empasse legato alla mia mansione è temporaneo e imparare a gestire meglio il mio schedul. Dopo tanto tempo, qui sto finalmente bene.

Show Comments