Provincia is a state of mind

Sarà un post lungo: ho tante cose da dire, troppe emozioni soffocate. Portate pazienza.

Sono rientrato dei miei per una settimana, sperando nel sole primaverile e trovando pioggia. Metafora appropriata.

Viaggiando, ho solleticato l'idea di scrivere un post su come invecchiano le case, a pari passo degli occupanti: gli odori di quando eri bambino non ci sono più, sostituiti da altri, strani e diversi, che richiamano ma non sono. L'idea di come si accumuli il kitsch, insieme a centrini e polvere.

Zavagli a casa dei miei, compreso un #iwasso molto pasquale

E invece.

E invece mi son svegliato con la Lega primo partito nella provincia. Modenese, non veneta. Cosa che temevo. Quello che non immaginavo era che sarebbe successo nello stesso giorno in cui ho dovuto scendere a patti definitivamente con l'idea di liberarci dell'appartamento a Bologna. Di quella casa grande il doppio di dove viviamo, in cui abbiamo investito tanto emotivamente e da cui siamo emigrati senza darci il tempo di processare l'evento.

Ieri sera mi son ritrovato a parlare di politica con mia cugina. Parlare di politica in casa mia è un grave errore, ma mia cugina è la parte illuminata della famiglia – non voglio spendere troppo a farne un quadro, ma è una professionista con un'educazione appropriata – nonostante sia una capra in geografia, aspetto irrilveante che volevo rendere noto perchè se lo merita.

Recentemente è passata ai 5s, con varie remore ma troppa delusione per la "politica classica", leggasi PD. Ciononostante non è una persona che ragiona di pancia.

Ho provato a spiegarle quello che secondo me è il valore aggiunto di avere un partito con dei valori fondanti, rispetto a un approccio programmatico (e localistico): il primo, di fronte a grandi temi che esulano dal programma e su cui inevitabilmente si incappa guidando un paese, dovrebbe usare la bussola definita dai detti valori per prendere le decisioni.

Ho anche ribadito i valori progressisti, quelli conservatori, e come un partito che si riferisca a un sistema di voto interno finisca inevitabilmente per prendere le parti della maggioranza. Detta così potrebbe sembrare una cosa positiva, ma non se ciò implica ignorare le istanze delle minoranze, perchè la democrazia è dialogo. O, detta in modo più semplice: se non sei né di sinistra, né di destra, sei di destra.

A voler ben guardare l'operato dei 5s, tra l'altro, questa spinta conservatrice, se non immobilista, a me sembra lampante, ma chi sono io per...

Avevo detto che sarebbe stato lungo. Foto di gattini per stemperare.

La discussione è involontariamente passata a "dio, patria e famiglia". Sorvolerei sulla posizione dei miei genitori: hanno 70 anni e uno dei due riesce persino ad ammettere i suoi limiti nell'evolvere il suo punto di vista.

Dalla famiglia la discussione ha preso altre pieghe. L'omofobia latente nella stanza mi ha fatto sentire a disagio, ma ancora di più ha fatto la posizione di mia cugina, una donna che lavora dalle 6 del mattino alle 9 di sera, in ospedale, con il marito che sta spesso e volentieri a casa coi bambini – cosa che lo fa ritenere un santo da mia madre.

Respiro profondo.

Mia cugina crede che esistano inclinazioni di genere per cui le donne siano più portate alla vita da casalinga, al pulire, al mettere in ordine.

Ha mancato di accorgersi che sua madre, unico modello femminile, era l'unica a fare le faccende, che a lei fin da piccola era richiesto aiutare, a differenza dei due fratelli, e le implicazioni pratiche di aver ricevuto quel tipo di educazione. Ha mancato di notare come il suo termine di paragone a supporto fossero altre donne, della sua età, cresciute in famiglie simili alla sua, in una zona geografica limitrofa.

Le ho fatto presente gli uomini sulla luna ce li ha portati una donna. Che il mondo del software per lungo tempo è stato popolato da donne. Che gli uomini lo hanno invaso quando son arrivati i soldi, e il conseguente status sociale.  Che in 20/25 anni si è arrivati al preconcetto che le donne non sono "portate" per le materie scientifiche. Che ciò comporta che gli vengano insegnate con più superficialità fin da piccole. Le ho fatto notare come anche al Dutôr fosse un ruolo dominato dagli uomini finchè era accompagnato dal privilegio, mentre che ora sia anche per donne. D'altra parte "sono portate a prendersi cura degli altri".

https://twitter.com/freemoon_asanko/status/1112148339095752704

Sono rientrato sperando nel sole, ma ho trovato la pioggia.

Venderò casa, senza rimpianti. Il mio futuro non è qui: anche entrando nello splendido salone di 26mq, guardando le colline dal balcone, passeggiando sul tetto che sovrasta il quariere; non riesco a immaginarmici, non è casa mia.

Perché Theresa May aveva ragione:

If You Believe You are a Citizen of the World, You are a Citizen of Nowhere

e va bene così: anche se il mio sentimento di appartenza non è più legato a un luogo fisico, sono uscito dalla provincia e dalle gabbie mentali inconsapevoli che l'accompagnano.

Avrò sempre una vittoria o una sconfitta dell'Inter da celebrare o piangere con mia mamma, avrò sempre semi da provare a piantare nella testa di mia cugina e avrò sempre un approdo, lontano, in cui rifugiarmi quando le emozioni saranno troppo.

Perchè anche se è dura da ammettere, quando torno a Modena non torno a casa; non appartengo più qui.

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