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my little journey through myself

In morte di FF

March 14 2015 - In: vita vissuta by

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FriendFeed chiuderà il 9 Aprile.

Se non sapete cos’è FriendFeed leggete questo che anche se non sembra dica niente del socialino a chi non lo conosce, in fondo dice tutto.

Ho passato vari anni a essere un lurker, fin dai tempi dei newsgroup. Quando questi sono passati di moda e sono arrivati i blog non mi sono adeguato subito, ho avuto tempi di reazione beceri e solo dopo qualche anno, insieme ad alcuni amici, ho iniziato a scrivere su dioblog.it.

Dioblog, per noi, aveva la stessa dimensione comunitaria che si è poi ripresentata su FF, con la differenza che ci conoscevamo tutti vis a vis. Anzi, eravamo già amici prima del blog e ciò rendeva tutto più facile (anche l’essere dei minchioni aiutava, c’è da dire). Poi a un certo punto si è rotto tutto.

Ed è ciò di cui viene accusato anche il FF. Con la differenza che il blog è morto quando la cricca degli iniziati ha perso mordente, mentre il socialino ha in realtà trovato nuova vita, ogni volta. Il bello di FF era che se dicevi una cazzata, l’essere una blogstar o un vip non aiutava a passarla liscia ed è divertente come alcuni dei soggetti che non hanno trovato l’accoglienza aspettata stiano ancora rosicando anni dopo.

Quando Zuckenberg ha acquisito Friendfeed, per accedere alla tecnologia che gli permetteva il live update di thread e commenti, sapevamo di essere spacciati. Inaspettatamente però Facebook è stato clemente e ha tenuto in vita la piattaforma e per 5 anni il socialino ha continuato a funzionare senza alcun update software, solo qualche riavvio di tanto in tanto.

Ora che FF chiude, sembriamo galline sfamate a fondi di caffè (cit.), disperati nel cercare di esportare, di trovare una piattaforma alternativa, nel trovare chi era tizio o caio su facebook. Di mio non mi sono mai iscritto a così tanti gruppi né aggiunto così tanti amici su Facebook, mandato e ricevuto messaggi diretti su FF e conosciuto persone nuove su internet come negli ultimi 7 giorni.

E sebbene nella mia vita abbia incontrato solo una volta una persona conosciuta via internet (e perché un amico stava pasturando pesantemente), da ex-lurker sto organizzando personalmente la bevuta di addio per il 9 a Old Street per i FriendFeeders londinesi.

Perché FriendFeed, per usare parole di altri destinate a sparire per sempre, era “l’unica cosa bella di internet”.


Forse, se avete letto questo blog o se mi conoscete da abbastanza tempo, vi sarete accorti che ho le mie piccole manie.

Tendo ad avere periodi in cui ascolto solo un gruppo, leggo solo un autore (libri o fumetti), o guardo solo una serie tv senza soluzione di continuità, se non lo stretto indispensabile per avere una vita socialmente accettabile e non essere lasciato da significant other.

La cosa bella è che se anche io ho le mie manie, anche significant other ha le sue. E mentre le mie tendono più all’ossessivo compulsivo, le sue sono decisamente più esoteriche. Non voglio scendere nel dettaglio perchè non so come si sentirebbe a vedere la sua sfera più privata esposta sul questo blog, ma io trovo dolcissimo il suo abbinare le cose nuove, per dire, o il fotografare il sole a Londra, ogni giorno, per un anno e persino il fatto che le unghie si taglino il Venerdì.

You are my constant

Non so bene dove voglio andare a parare, ma quando non c’è mi manca: finisco per passare le sere davanti a un po’ di codice, con una birra, e addormentarmi sul divano.

E per fortuna che ci sono i bambini e i nonni che contengono l’inevitabile imbruttimento.


È passato un mese, un altro, quello più corto, e mi è mancato il blog.
Suona molto 2006, mi rendo conto, ma l’affezione sviluppata a Gennaio, sebbene forzata, è comunque rimasta viva, e questa era la prova del nove: volevo vedere se il miracolo del voler scrivere poteva funzionare solo se me lo imponevo o se c’era qualcosa di più.

Detto questo quindi rieccomi, più equilibrato magari, con un ritmo sincopato e meno regolare (ma d’altra parte i quattro quarti hanno rotto le palle, no?).

Nel frattempo, per surrogare l’assenza di parole, sono entrato in un vortice di hip hop italiano, che mi ha portato alla scoperta di Murubutu, artista reggiano di cui ignoravo l’esistenza e che mi ha letteralmente folgorato.

Nel corso dell’ultimo mese, secondo Last.fm, è passato nelle mie cuffie 2733 volte accompagnandomi praticamente 10 ore al giorno.

Per capirci nell’ultimo anno il gruppo con più ascolti era stato Lo stato sociale, con 1128 e, sebbene non sia del tutto preciso nel tener traccia di tutti, la band con più ascolti di sempre è Why? con 3225. Murubutu 2733. In un mese.

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Devo disintossicarmi.
Credo mi ritufferò in Fables o Sons of Anarchy, le mie monomanie in pausa.


Fine mese

January 31 2015 - In: monomanie by

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Oggi è l’ultimo giorno del mese e finisce il mio proposito di fare un post al giorno per un mese.

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È stato divertente e stancante, ma mi ha restituito la voglia di prendermi cura del blog, perchè quello che mi mancava era l’urgenza di scrivere. Il forzare la mano mi ha fatto tirare fuori cose che, a ben pensarci, è stato un bene aver scritto.

Ci sono sicuramente alcuni post che non valgono la pena, ma ce ne sono altri di cui sono abbastanza fiero e, incidentalmente, nelle serate in cui non avevo idea di cosa scrivere sono riuscito ad esprimermi meglio di altre in cui avevo mezzo pianificato dove andare a parare.

Ieri sera è stata una giornata pesante, che l’ultimo venerdì del mese qui in UK si fa baldoria, quindi taglio corto: la domanda a cui devo trovare una risposta è “E ora?”.


Parlerò solo di calcio*

In questo periodo seguo molto il calciomercato, per tutta una serie di ragioni (non ultima che la mia Inter sembra stare investendo decentemente), e mi capita di leggere la Gazzetta dello Sport con una frequenza molto maggiore del solito; son sempre stato più affascinato dagli aspetti collaterali, più che dal gioco giocato che guardo solo in occasione di partite eccezionali (mondiali, derby e, dal 2010, poco altro).

Come ho già avuto modo di scrivere ho amato Febbre a 90° e ci sono cose per le quali il fascino del fenomeno calcio si innesca e mi rapisce: Soccerconomics, Football Manager (che seguo tipo dal 1995), 11, trappola del fuorigioco, vabbè ci siam capiti…

Il tutto per dire che stamattina leggevo un articolo in cui Raiola, un personaggio se non altro discutibile, afferma:

[…] se non parli inglese non capisci gli stranieri e non puoi esportarti. Un olandese passa la vita a pensare come lasciare l’Olanda. L’italiano si preoccupa che non muoia la mamma. Ma mica per lei, perché poi non ha chi gli fa da mangiare.

Come dargli torto?


* “L’economista individua quattro peculiarità del nostro calcio: «In Italia si tende a investire poco nei giovani, escludendoli in modo sistematico da posizioni di rilievo […]; esiste un potere mediatico incontrollato che ha una forte capacità di condizionare la competizione sportiva, che dopo tutto è anche una competizione economica […]; in Italia i cosiddetti “regolatori”, vale a dire organismi, autorità e individui che dovrebbero vigilare sul rispetto delle regole, vengono sistematicamente catturati da coloro (diciamo le squadre) che dovrebbero da loro essere regolati. Infine, ci sono violazioni abbastanza sistematiche delle norme sportive e gravi forme di corruzione, un fenomeno non soltanto italiano, ma che da noi presenta caratteri di sistematicità e quasi scientificità che altrove non è dato trovare».”


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