Il lutto

Il lutto è una cosa strana.

Ieri mi ha scritto un amico per farmi sapere che è morta una persona a cui non pensavo da almeno una decade e non sentivo da un paio.

Non credevo potesse fare tanto male.

Si tratta di qualcuno che associo a vari ricordi, senza avere in mente nemmeno un singolo episodio che ci leghi personalmente.


Padre Romano è stato un pezzo fondamentale dei miei anni di formazione: una presenza costante, in background, e una testimonianza tenace di valori e ideali.

Negli ultimi due giorni la chat di un gruppo che non riceveva messaggi da 6 anni si è rianimata, inizialmente con espressioni di cordolio e poi con frammenti del nostro passato che riaffiorano, perchè per molti di noi quegli anni sono stati fondamentali, e lui con loro.


Non ho intenzione di star qui a tesserne le lodi, sebbene lo meritasse non sarei in grado di rendergli giustizia, ma, per dirla con parole di altri, è stato l’unica figura spirituale di chiesa incontrata 1 .

Ora voglio ricordami come mi sento, perchè fa male e va bene stare male quando si perde qualcuno di cui non si sapeva di avere ancora bisogno 2 .


1. Chi mi conosce probabilmente immagina che non son mai stato un cristiano da manuale, e nel tempo ho levato ogni dubbio anche a me stesso scivolando in un agnosticismo che fa l'occhiolino a posizioni atee. Ciononostante, per radici famigliari, ho incontrato fin troppi preti nella mia vita. Perlopiù inutili, talvolta dannosi. E poi c'è stato Padre Romano.

2. Che non ha senso, ma come mi sento non ha senso e quindi mi sembra che lo abbia, anche se so che non è vero.