La macchinina

Late anni '80.

L'inter del Trap (quella di Zenga, Brehme, Bergomi, Matthäus, Berti e Serena), e della mia mamma, era forte, ma non forte come l'Inter del 2010, o ahimè, del Milan degli anni '90 o dei gobbi oggi. Il campionato italiano era combattutissimo: ogni anno poteva vincere (e spesso vinceva) una squadra diversa.

Alle elementari il calcio era importante.
In realtà, capiamoci, non sapevamo un cazzo: era più una questione "sociale". Eravamo succubi delle scelte famigliari, per analogia o contrasto. L'ho detto che mia mamma era interista? Mio padre ha sempre tifato Udinese: non avevo tutta questa scelta. *

Pure mio figlio ora tifa Inter, come il sottoscritto, e Chelsea, non necessariamente per le mie simpatie per l'Arsenal, ma in qualche modo credo ci sia un po' di gusto perverso. Per un po' me la sono messa via, dicendomi che almeno il secondo tifava Inter e Arsenal, fino a quando mi ha chiesto "Cristiano Ronaldo è andato alla Juve, non possiamo tifare Juve?". **

Ma questo non è un post sul calcio.

Late anni '80, come dicevo.
Il gioco preferito (quell'anno?) erano le micromachines. Passavo pomeriggi interi a giocare sul tappeto dei miei con le macchinine: i ghirigori diventavano piste e la mia preferita vinceva sempre, ovviamente, su quelle dei cattivi, che erano belle anche loro, ma con dei tratti che tradivano la loro malignità.

La mattina si portavano a scuola, non so se si potesse o no, e si giocava sui banchi prima che suonasse la campanella. Una mattina, sedutomi al banco non trovai più la mia macchinina preferita.

Non riuscivo a capire cosa fosse successo, ma nella pausa successiva andai dal compagno sul cui banco stavamo giocando e lo confrontai, chiedendogli se me l'avesse presa lui. Con un po' di imbarazzo lui confessò e io alzai le spalle dicendogli "tienila pure, era solo per sapere".

Ora siamo amici su facebook: io son sempre coglione uguale, lui, credo, sempre milanista. ***

* Il resto della mia famiglia era principalmente gobbo (poi berlusconiani, e/o alleati, e ora grillini, ma questa è un'altra storia).
** Tranquilli, vive ancora con noi: gli ho spiegato, ha capito.
*** No, nemmeno io mi capacito che non sia gobbo.

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